• Cosa portiamo

    Secondo gli economisti, il gioco, in Italia, è ormai la quarta industria nazionale; prima per ritmi di crescita. A comunicarlo è l’Agipronews, agenzia specializzata nel dare i numeri nel mondo delle giocate.

    Si stima che l’80% della popolazione abbia giocato almeno una volta nella vita ai giochi definiti “leciti” come slot-machine, gratta-e-vinci, lotto e bingo. Il restante 17-20% sembra vivere un rapporto problematico con il gioco ad un passo dal trasformarsi in una vera e propria dipendenza. Mentre l’1-3% risulta essere vittima della dipendenza da gioco d’azzardo patologico.

    Una vera e propria emergenza sociale, favorita dalle crescenti possibilità di scelta tra una vasta gamma di tipologie di gioco, sempre più legalizzate, che riescono a rispondere alle simpatie dei giocatori con diverse propensioni e con differenti personalità.

    Dagli amanti della trasgressione da gran salone, come quella dei giochi da Casinò e delle slot-machine, agli appassionati dei videopoker passando per i giochi d’azzardo popolari, come le lotterie, il superenalotto, le schedine fino ad arrivare al Bingo, la moderna “evoluzione” del gioco della tombola, che riesce a conquistare anche interi gruppi grazie al suo profondo legame con la dimensione familiare.

    E la grande trappola si chiama “Gratta e vinci” che gioca sul meccanismo della ricompensa veloce, della gratificazione immediata che favorisce la rincorsa della perdita.
    Solo nel 2008 sono stati venduti “Gratta e Vinci” per 47 miliardi e 506 milioni di euro.

    Il giocatore italiano medio, nel 2008, ha speso poco meno di 750 euro, vincendone 477 circa. Il resto l’hanno messo nel portafogli operatori e gestori. E l’amministrazione tributaria lo scorso anno, ha incassato, sotto forma di imposta su giochi e scommesse, quasi 8 miliardi di euro: qualcosa in più del doppio del gettito dell’Ici (cancellata dal governo Berlusconi) o del quadruplo di quanto nel 2009 il governo sta spendendo per la social card e gli assegni agli indigenti!

    Il gioco d’azzardo patologico, seppur riconosciuto dalla comunità scientifica come dipendenza che causa danni psicologici, familiari, economici e sociali, rimane ancora oggi nell’immaginario sociale un fenomeno più associato al “vizio”.

    Il nostro obiettivo è accrescere la consapevolezza sui rischi collegati alla dipendenza da gioco d’azzardo e intraprendere azioni preventive:

    Prevenire è meglio che curare!

    Il lavoro dello psicologo non è quello di impedire di giocare, né di consigliare di smettere di giocare, ma di aiutare il soggetto a riacquisire la libertà nei confronti del gioco stesso, all’interno di un processo che tenti di recuperare l’aspetto ludico del gioco, ovvero il piacere in esso contenuto. Libertà e indipendenza dal gioco significa possibilità di smettere di giocare.

    Benessere4u mette a disposizione la sua rete di professionisti esperti in problematiche legate alla dipendenza e offre gratuitamente la possibilità di fare un test di valutazione della  presenza di problemi di gioco. Uno psicologo invierà i risultati del test con un profilo personalizzato.
    Per i giocatori problematici e a rischio e i giocatori patologici Benessere4u offre un colloquio di consulenza gratuita all’interno del quale valutare:

    • Il rapporto con il gioco
    • I rischi collegati al gioco
    • Le conseguenze del gioco

    Il giocatore problematico potrà essere indirizzato verso percorsi di cura disponibili sul territorio.